Processo al Reddito di cittadinanza

Il 5 Aprile si è svolto un Consiglio Comunale convocato con urgenza dedicato al Reddito di Cittadinanza che si è trasformato in una vera e propria aula di tribunale.

La presunta sinistra di minoranza (inclusa Solidarietà Popolare), quella che dovrebbe combattere la disoccupazione, che dovrebbe difendere i diritti dei lavoratori, che dovrebbe promuovere il rilancio delle imprese, accusano l’assessore Marconi di non aver gestito la situazione di un licenziamento presso l’Asilo Nido comunale.

Solo dopo l’intervento del sindaco si scopre che la dipendente dell’asilo aveva dichiarato di aver concordato il suo passaggio presso altra sede con il supporto del sindacato. Tutto questo in data 5/01/2018 e al termine del RDC incriminato. Insomma una vera e propria mistificazione della realtà. Dov’è il nesso con la giunta comunale o con il RDC?

Castelfidardo è salito alle cronache nazionali con il titolo “Il Comune 5 stelle dove si licenzia con il reddito di cittadinanza”.

Un titolo denigratorio vergognoso pubblicato sul quotidiano “Repubblica” che allude ad un coinvolgimento del Comune.
Nonostante sia già stato ribadito che nessun licenziamento sia stato attuato nell’articolo non viene menzionata tale replica. Anzi viene rimarcato il fatto che la dipendente licenziata non compare fra gli assunti dal RDC.
Castelfidardo anziché Comune attento alle difficoltà economiche e sociali dei propri concittadini e che aiuta chi ha voglia di lavorare, veniva dipinto al contrario come il comune del licenziamento.

Ma effettivamente quali sono stati i risultati?

  • 100.000€ stanziati
  • 35 persone riqualificate
  • 400€ mensili x 6 mesi
  • 7 disoccupati reinseriti al lavoro di cui 1 a tempo indeterminato

La vecchia politica non vede di buon occhio la bontà e la concretezza delle azioni ma preferisce attaccare con pregiudizio chi governa, specialmente se è il Movimento 5 Stelle.

Dopo il 4 marzo, le opposizioni si sono scagliate sull’amministrazione castellana dimostrando di non avere il minimo rispetto, non tanto per gli amministratori, quanto per il disoccupato che lotta ogni giorno per trovare il proprio riscatto e ha visto nel RDC una grande opportunità.

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